La Thailandia è ancora la terra del sorriso? Riflessioni su un mese di viaggio

 

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In fondo si sa che sono una schietta, poco diplomatica, e senza peli sulla lingua. E quindi NO, la Thailandia non è più la terra del sorriso di cui parlavano i viaggiatori che la visitavano 20 anni fa. ⛔

Prima di partire in realtà non mi ero posta nemmeno il problema, consapevole del fatto che stavo per mettere i piedi nel paese più turistico di tutto il sud-est asiatico, ma non pienamente conscia di quanto volesse dire perché completamente offuscata dall’idea di templi, Buddha, monaci e massaggi a buon mercato. Che già se la metti così sembra di stare in una televendita. 📢

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È che c’è stato un grosso fraintendimento nella mia testa.
Io cercavo un paese autentico, e ho trovato un paese dove il turismo è arrivato a gamba tesa cambiando tutto.

La Thailandia di 20 anni fa esiste ancora, ma non è a Bangkok, non è a Chiang Mai, non è nelle isole.

La terra del sorriso esiste in quelle cittadine rurali dove non è arrivata la ricchezza, dove la gente non è dovuta diventare scaltra per poter sfruttare a dovere il giovane turista occidentale disposto a spendere.

Nella Thailandia del sorriso, quello vero, le persone sono gentili e non vanno di fretta. Sarà per via del fatto che non devono mai prendere un treno.

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Nella Thailandia più rurale i treni non passano. Certi posti sono scomodi da raggiungere, se vuoi andarci devi impegnarti, non è roba per tutti. Se sarai in grado di superare gli ostacoli della disorganizzazione del sistema dei bus thailandesi, dell’impossibilità di comunicare in una lingua diversa dal thai, verrai ripagato con la vera Thailandia.

La terra del sorriso è un po’ come il tesoro dei pirati. Tutti ne hanno sentito parlare, tutti sanno che c’è, ma quasi nessuno sa dov’è.

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Quando riesci a trovarla devi fare i conti con la sconvolgente lentezza della vita serena. Qualcosa con cui noi del mondo di qua ci troviamo sempre un po’ a disagio.

La lentezza della Thailandia è il Mai Pen Rai.

È un modo di dire che si ritrova in tante culture, è l’Hakuna Matata del Re Leone, il Pura Vida costaricano, è la scrollata di spalle davanti a problemi non troppo grandi.
Poi potremmo fare una riflessione su cosa è importante per un thailandese e cosa lo è per me.

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Loro non si turbano particolarmente ad aspettare un autobus tutto il giorno, senza nemmeno avere la certezza di poterci salire prima o poi.
Se vogliamo smettere di fare i filosofi possiamo dire anche che è la stessa scrollata di spalle che fanno nel buttare sacchetti interi di spazzatura nel fiume, nel maltrattare, sfruttare e affamare gli animali, nel non conoscere il significato di cura del bene comune.

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"La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali"

Eppure la terra del sorriso esiste da qualche parte. Sta lassù a nord, in mezzo alla fitta foresta, ci arrivi solo con un minibus che prova a ribaltarsi ad ogni curva. Per uscire dall’isolamento qualcuno ha deciso di aprire un varco nella montagna, di mangiare a grandi bocconi pezzi di natura. Sono arrivati camion ed escavatori, uomini e donne a lavorare incessantemente con la schiena piegata, a fare lavori che qui non esistono più. Come le formiche hanno scavato, strappato, trasportato. E dove un tempo c’era un ruscello, ora c’è una strada asfaltata che con curve impetuose ti porta in quei paesi rurali dove trovi ancora il famoso tesoro.

Mi chiedo per quanto tempo rimarrà lì questo tesoro. Forse a forza di scavare, strappare, trasportare, quel tesoro verrà trasferito altrove, e lì in quel vuoto di natura si insedierà la potente forza del cemento che divora la bellezza.

La Thailandia del nord è stancante, è un incessante compromesso con il Mai Pen Rai, ma è la vera diversità che si cerca in un viaggio.

Cosa è rimasto di originale a Bangkok invece? E nelle isole, dove il costo di una stanza decente è mezzo stipendio del thailandese medio?

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Non ne è rimasto nulla. Tutto quello che si raccontava della Thailandia non è più vero se non esci dalla rotta del treno.
Quel treno maledetto ha portato il McDonald, Starbucks, il caffè instagrammabile e la pizza napoletana.

Volete viaggiare in Thailandia? Fare un’esperienza del cuore?
Allora salite su un treno di terza classe, poi scendete il prima possibile. Andate incontro a quelle montagne fertili e fatevi trasportare dal soffio di aria umida e calda che accompagna le anime dei coraggiosi al di là del mondo conosciuto.
Prendete quei pulmini stipati di thailandesi con le magliette sporche e qualche dente in meno.
Arrabbiatevi con loro, poi con voi stessi. Non c’è altro da fare, loro a un certo punto faranno un sorriso e si gireranno. Non hanno capito nulla di quello che state provando a chiedere.
In ogni caso scendete da quel treno.

Dove non passa il treno è tutto più vero 🚂

P.S. Se vi siete persi le stories di Instagram durante il viaggio, comprensive di incazzature, disagi, pianti e tanto entusiasmo, correte ai ripari per partecipare virtualmente al prossimo viaggio! @ludovagare

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8 pensieri su “La Thailandia è ancora la terra del sorriso? Riflessioni su un mese di viaggio

  1. La Folle ha detto:

    Non sono mai stata in Thailandia e ne ho sempre sentito parlare come di un Paese autentico, fuori dalle “cose già viste” dei posti turistici, il sorriso e bla bla bla. Ti ringrazio, perché hai mostrato che non è tutto sempre bellissimo e poetico come lo descrivono, e soprattutto mi hai ricordato perché leggo i blog di viaggi e non le guide: per sapere la verità nuda e cruda, non quella infiocchettata.

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  2. ludovagare ha detto:

    Anna grazie per questo commento, autentico 😀
    Sono una polemica per natura, e mi piace dire le cose per come sono. A volte risulto pesante perché sembra che stia sempre lì a cercare il pelo nell’uovo, ma giuro che non sopporto chi deve farti sembrare tutto bello, quando più che un pelo in Thai c’è una pelliccia intera di cui parlare. ciò non toglie che sia un paese che merita di essere esplorato, pieno di bellezze naturali. ma secondo me se scavo meglio in Asia riesco a trovare qualcosa di ancora più naturale, sempre che arrivi per tempo!

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  3. Roberta ha detto:

    L’impatto con la Thailandia è stato scioccante per me. Anche io mi aspettavo di trovare il popolo del sorriso e invece ho trovato persone che ormai nel turista vedono solo un portafoglio con le gambe. La cosa più triste è che proprio per compiacere il turista si sfruttano animali e si deturpano territori incantevoli. Non mi son spinta più a nord di Chiang Mai, purtroppo, ma già lì si respira un’aria diversa e le persone sono più genuine.
    Io non demordo. Tra qualche mese tornerò in Thailandia. Le voglio dare una seconda possibilità, ma questa volta sarò preparata.
    Sai dove ho trovato il vero popolo del sorriso? In Myanmar. Credo che l’ex Birmania sia paragonabile alla Thailandia di molti anni fa e tremo al pensiero che possa occidentalizzarsi..

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    • ludovagare ha detto:

      Grazie Roberta per non avermi lasciata sola contro il grande muro del web “la thai è superbelixima”
      Ci sono un sacco di posti al mondo che andrebbero visitati non più tardi di adesso, e che ogni anno che passa sono sempre un po’ di più come la Thailandia.
      Ma sai principalmente cosa mi disturba? Chi si definisce grande amatore e conoscitore di questo paese e non è andato più in là di un bell’hotel 4 stelle nella una nuova di BKK. Ripeto, non è quella la Thailandia!

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  4. laviadellescimmie ha detto:

    Non sono mai stata in Thailandia ed in effetti ho sentito tante storie sul Paese. Hai scritto un articolo davvero interessante e schietto per descrivere un lato che non tutti fanno emergere dai racconti sui viaggi..mi è piaciuto davvero tanto! Servono anche questi punti di vista, perché non è sempre tutto rosa e fiori come si pensa o come ci viene raccontato

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  5. Alessandra - Appunti di Consapevolezza ha detto:

    Ciao! Sono stata un mese da sola in Thailandia, ho visto Bangkok, Sukhothai, Chiang Mai e qualche isola al sud. Che devo dirti? Io in Asia sono stata solo lì e ti confermo che è un paese a misura di turista. Che ho fatto il pieno di sorrisi fino a Chiang Mai, poi nelle isole…ho trovato una popolazione completamente diversa, i sorrisi erano spariti e la gente mi guardava come un portafoglio ambulante. Ho scritto un post sulle mie prime impressioni quando ancora ero in viaggio http://appuntidiconsapevolezza.it/thailandia-impressioni-dopo-quasi-due-settimane/
    Ne ho scritti altri, tra cui uno di polemica sulle Isole Phi Phi. Anche a me non piace indorare le pillole, se ci sono problemi, li dico. Non c’è solo il bello nelle cose.
    Però in tutta onestà in Thailandia tornerei ad occhi chiusi, e poi vorrei visitare tanto altri paesi dell’Asia come il Myanmar, che a detta di molti è un paese meraviglioso.

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    • ludovagare ha detto:

      Ciao Alessandra! Grazie per essere passata a dire la tua 🙂 La prossima volta in Asia vorrei andare in un paese che ancora non è così popolare, per capire quello che dovrebbe essere stata la Thailandia 20 anni fa. La Thailandia offre tanto, ma sono sicura che quell’aspetto meditativo e autentico che cercavo si è andato un po’ perdendo.
      Ora passo a leggere il tuo post!

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