#worstintravel, ovvero il mio primo tag post e quello che mi viene meglio

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Siete tutti autorizzati a ridere e ad evitarmi come la peste dopo quello che sto per dire, ma ad essere onesta, alcuni anni fa una persona mi affibbiò un soprannome che pareva proprio azzeccato: ufficio reclami.

Giuro che ho molto limato questo lato del mio carattere, ma tendenzialmente sono una che vuole tutto come aveva pensato, che è sicuramente meglio di come l’ha pensato qualcun altro tra l’altro. Questo tag post di lamentela sembra proprio fatto per me.

Negli anni, grazie anche alla vicinanza di quel sant’uomo del mio fidanzato, ho imparato a sopravvivere senza provare troppo prurito interiore anche davanti a cose/fatti/persone che non concepisco, ma il grinch dentro di me che commenta è sempre lì, anche se tenuto a catena corta.

Quindi ora darò il meglio di me approfittando di questo tag post ideato da Beatrice di Il Mondo secondo Gipsy e in cui sono stata taggata da The Daz Box per dirvi tutto quello che odio quando viaggio, e del perché sono rare le anime coraggiose che si possono addentrare in un viaggio con me.

 

ODIO QUELLI CHE…

Fanno la fila al Gate prima ancora che arrivino gli addetti all’imbarco nonostante il biglietto con posto assegnato. In fila con sguardo impavido e tendente all’orizzonte, per scrutare da lontano l’arrivo dello shuttle bus, così da poter sorridere soddisfatti quando saranno i primi a varcare le porte e a sedersi… in lunga attesa dell’immancabile ritardatario. Che guardate un po’… è salito per ultimo e ha trovato posto lo stesso!!!

cena+buffet

Tanta ostinazione solo ai buffet

Allo stesso livello di quelli sopra, e che probabilmente sono anche gli stessi soggetti, quelli che scattano in piedi non appena l’aereo tocca terra, quando bisognerebbe avere ancora le cinture allacciate e si è ancora a rischio frenata con ingresso in cabina di pilotaggio di testa. Ah ma questo non è un rischio reale, perché questi simpatici signori non sono uno o due, ma talmente tanti che se te hai deciso di rimanere seduto fino all’apertura dei portelloni, probabilmente non avrai più chances di infilarti nell’interminabile ingorgo creatosi nel corridoio.

Odio quelli che “maaaaa sono 20 minuti di camminata, prendiamo un bus”. Dico, se sei stanco, perché non sei rimasto a casa? A volte i mezzi di trasporto sono anche un’esperienza da vivere. Tipo quell’autobus sferragliante in Brasile, o il mitico bus rosso londinese, o anche i tuk tuk che presto allieteranno le mie giornate di smog a Bangkok, ma per spostarsi in pieno centro in una città che non conosci, da punto A a punto B distante 2 km, perché volete chiudervi sotto terra nella metropolitana???? Sarà, ma per me camminare a piedi è una sorta di esercizio all’osservazione.

donna-stanca

Viaggio, non vado in vacanza

Odio quelli che “il cibo in aereo fa schifo”. Ma sé?! Vero? Io ero convinta di mangiare da Cracco.
Gente, è cosa nota che in aereo non preparino i manicaretti espressi sul momento, che tutta quella carne con salsa non meglio identificata sia una trovata geniale per farti mandare giù i pezzi meno desiderati da altri mercati, ma stiamo parlando di voli che nella maggior parte dei casi servono una colazione (di solito discreta) e un solo singolo misero pasto. C’è bisogno di portarsi la parmigiana di nonna da casa o di fare la dieta ascetica???

Odio quelli che vogliono mangiare un buon piatto di spaghetti dall’altra parte del mondo. Eddai, fai un viaggio di 15 giorni, devi proprio infilarti nel ristorante italiano più malfamato dell’emisfero australe con insegna tricolore al contrario e rassicurante nome “Best italglian spagheti”? Io capisco perfettamente il desiderio di cibo italiano, perché è il più meglio assai, però non vi fate prendere per il culo anche dai connazionali, suvvia.

spaghetti-meatballs.jpg

Vi meritate spaghetti incollati

Odio quelli che non capiscono il costume locale. E qui mi rivolgo alla me di qualche anno fa. Non intendo quelli che vogliono provare ad entrare in moschea con lo scollo a Vù, ma di quelli che non hanno capito che se vai in un paese caldo e povero, bastano le infradito, perché nessuno ti guarderà male se entrerai con le ciabatte in un supermercato. Fidatevi, è bellissimo liberarsi delle convenzioni occidentali di buon costume e smalto abbinato alla pochette. Sì sì, potete mettere anche la camicia gialla a fiori e i pantaloni a righe multicolor! Indossate sempre il buon senso e l’educazione che è un convenzione che non passa mai di moda!

 
Odio il fast food che costa meno del cibo locale. Bisogna fare una scelta: viaggio economico o viaggio di gusto. Il problema è che il cibo è uno dei fattori che più caratterizza una cultura, e quindi che si fa? Niente, si inserisce tra le cose che odi di più in viaggio e ci si adegua alle proprie tasche. Per mia esperienza personale, è altamente improbabile che vada a mangiare in un ristorante quando viaggio, ma il classico zozzone con la bancarella di strada esiste quasi ovunque, la mia benedizione.

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Lo zozzone è quel posto dove ringrazi gli anticorpi per la loro importante funzione

Odio quelli che “lì a terra non mi siedo perché è sporco”. Ok l’igiene, ok i pantaloni nuovi, ma siediti e goditi questo spettacolo che è il mondo, i pantaloni poi li laviamo!

 
Ultimo ma non ultimo, anche se in italiano non suona bene come last but not least, odio non essere mai nelle foto, perché generalmente sono io quella con la macchina fotografica in mano. Diamine, miei compagni di viaggio, volete pensarci una volta a farmi una foto spontanea senza che ve lo debba chiedere?????

Probabilmente non è una lista esaustiva di tutto ciò che odio quando viaggio, ma comunque discretamente lunga da includere il 50percento della popolazione viaggiatrice, ho sparso abbastanza odio nel mondo per oggi.
Volevo taggare alcuni blogger che seguo e di cui mi piacerebbe conoscere i rispettivi #worstintravel, ma come sempre arrivo tardi e chi era interessato probabilmente avrà già partecipato a questo tag post, quindi si senta il benvenuto chiunque voglia condividere con me e i propri lettori le cose più odiate mentre si viaggia!

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6 pensieri su “#worstintravel, ovvero il mio primo tag post e quello che mi viene meglio

    • ludovagare ha detto:

      Anzi sai che ti dico… le compagnie low-cost accettano a bordo solo un certo numero di bagagli, gli altri li mettono in stiva a spese loro. Quando si ha un bagaglio borderline in peso o dimensioni è una gran tecnica quella di aspettare che siano loro a proporti di imbarcarlo 😃

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    • ludovagare ha detto:

      Sarà che in tante ore di volo l’arrivo del pasto è un evento di non poco interesse, e quindi lo faccio durare il più possibile finendo anche le briciole 😂
      Diciamo il peggior trauma è quando secondo il tuo fuso devi fare colazione e ti presentano il pollo all’aglio, per abituarti al fuso del paese di destinazione.

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