Il Ludomese – Gennaio: ricostruire dopo un imprevisto

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Toccano a tutti i momenti di magra. Quei periodi in cui viaggi viaggi ma sei sempre sul posto. In cui viaggi ma non visiti, viaggi solo per necessità, ti sposti ma non viaggi realmente.

 
Con questo post quindi sto dando vita ad una nuova rubrica non di viaggi, nata già prima in alcuni blog che seguo, tipo Martinaway e I’ll be right back. Si chiamerà IL LUDOMESE.

Dato che spesso mi sembra di vivere giornate in cui tutto appare piatto e immutato, l’obiettivo è convincermi che non è realmente così, e che mattoncino dopo mattoncino, anche se a rallentatore, ogni settimana, ogni mese la vita si costruisce, e vale assolutamente la pena guardare indietro con una visuale più ampia per apprezzarla.
Così alla fine di ogni mese, un po’ per aiutare la mia memoria da pesce rosso a non dimenticare cose importanti, un po’ come impegno alla ricerca di qualcosa su cui riflettere anche quando sembra tutto fermo, racconterò fatti&impressioni del mese passato.

Dunque, GENNAIO.

Volevo proprio evitare di iniziare da questo. Anzi volevo proprio evitare di parlarne. Ma la scomparsa della mia adorata nonna, nonché assidua lettrice del mio blog, è inevitabilmente parte di questo Gennaio.

Ho iniziato l’anno con un volo last minute Melbourne-Roma. Il volo più lungo che abbia mai fatto. Beh sicuramente il fatto che l’Australia sia a circa 17.000 km di distanza dall’Italia ha influito sulla percezione del tempo, ma il mood con cui ho affrontato il volo è stato la principale motivazione della sensazione di “volo infinito”.
Ti trovi sospeso in aria, lontano da casa, lontano dal punto di partenza, seduta vicino a sconosciuti felici che ti guardano con curiosità un po’ invadente, senza connessione (benedetta sia Emirates, che invece un minimo di connessione te la da). Vai veloce, ma sembri sempre ferma. Sapete cosa avrei voluto fare? Bussare alla porta della cabina di pilotaggio e urlare: aoooo pigiamo un po’ sull’acceleratore?
Mi sono chiaramente contenuta.

 
Comunque a volte per giustificare gli eventi tragici dobbiamo trovare una motivazione ultima, e io ho pensato che mia nonna sarebbe stata contenta di vedermi un po’ a casa, tranquilla e sicura, visto che gli ultimi periodi in Oz erano stati un po’ movimentati.

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Quindi sapete che vi dico? Sono stata felice di venire a trascorrere in Italia un vero gennaio, di quelli con il piumino allacciato fino al naso e il camino acceso. Mi ha fatto bene tornare un po’ a casa, per rivedere priorità e punti fermi.

 

 

 

A proposito di punti fermi, per quanto io cerchi di allontanarmi da Siena, penso che rimarrà sempre nel mio mirino di “posti dove sono di casa”. Approfittando quindi di una sosta prolungata in Italia, senza un biglietto di ritorno per l’Australia, senza scadenze,
senza fretta, ho passato un bel lungo periodo a Siena, casa Siena. D’altronde casa è dove hai gli affetti, e i miei affetti sono quasi tutti lì.

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Insieme al mio rientro si è anche iniziato a parlare di Thailandia con il mio fidanzato. Se ne è parlato quasi concretamente, tanto che forse a breve comprerò la Lonely Planet, un must di ogni mio viaggio. Quando compro la Lonely Planet è fatta, vuol dire che il viaggio è già iniziato. Un biglietto per venirmi a trovare a metà anno era stato già preventivato come suo regalo di laurea, nessuno immaginava che sarei riuscita a convincerlo a mettere piede in Thailandia però. Sarà una comica vederlo a contatto con i vermi fritti, dato che guardando Pechino Express dice sempre pronto ad assaggiare una qualsiasi di quelle cose tremende che sottopongono ai concorrenti come prova di coraggio. L’hai detto a lungo. Ora ti tocca.

Beh la Thailandia è un mio sogno da anni, voglio con tutta me stessa che la cosa vada in porto.

 
E poi ora scrivo dalle montagne, che tra l’altro dopo anni e anni di settimane bianche trascorse qui ho scoperto solo sabato scorso, dato che guidavo io e ho avuto modo di leggere un cartello stradale, che le Dolomiti sono Patrimonio UNESCO! Insomma, io amo sciare, amo la montagna, ma maggiormente amo la montagna innevata. Non che sia stato un anno particolarmente favorevole, ma la mia settimana bianca sta trascorrendo, tra un bombardino in rifugio, sci, cibo, sci, neve, sci, febbre, sci.

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LE IMPRESSIONI

Sono arrivata in Italia il 2 gennaio, o forse il 3, beh il fuso orario mi ha creato qualche scompenso.
Sto scrivendo ora, 1 febbraio.

È incredibilmente passato un mese, molto più velocemente di quanto sia passato l’ultimo mese trascorso in Australia.

In questi giorni ho capito un paio di cose.

  1. Io non sono fatta per vivere lontana da casa. E con casa non intendo il posto dove sono nata, ma le mie abitudini, i miei vizi da italiana, i miei comfort food e comfort places. Amerò sempre viaggiare, ma ho bisogno di sapere che ci sarà un rientro a casa.
  2. Questa non è una riflessione a parte, ma va sé che probabilmente non vivrò mai più all’estero dopo l’Australia. Che poi vi chiederete, che ci torni a fare là se non hai voglia? CERTO CHE HO VOGLIA. Io sono partita per viaggiare, e fino a Settembre non voglio preoccuparmi di molto altro che sopravvivere, pagare un affitto con i miei sforzi, fare la formichina in attesa di un momento propizio per partire.
  3. Devo dire che mi sono abituata velocemente a questa recente condizione di nullafacente, ma l’inizio è stato un duro colpo. Appena arrivata in Italia mi sono improvvisamente trovata senza un obiettivo, dopo anni che ne avevo diversi a breve e lungo termine. Mi sono ritrovata a vivere nella casa di famiglia, dopo anni che vivevo da universitaria fuorisede. Mi sono ritrovata senza libri da studiare, senza esami da preparare, senza lavoro da cercare (visto che la permanenza in Italia sapevo sarebbe stata breve), senza viaggi da pianificare. Mi sono sentita davvero, davvero sperduta, inutile. È stato difficile dare un verso alle giornate, che avrei potuto tranquillamente passare in pigiama senza individuare un inizio o una fine. Mi sono ripromessa che mai più vorrò passare periodi del genere. E se mai dovessi non avere nulla da fare, mi impegnerò con attività alternative per non dovermi più sentire così appesantita dalla mancanza di impegni!
  4. Ho realizzato che il tempo che passo al computer deve essere cadenzato, perché è un attimo che arrivano le 8 di sera e non ho messo la testa fuori dalla finestra nemmeno per un momento. In realtà molto del tempo lo passo a leggere blog, a leggere di blog, a capire come si struttura un blog, e bla bla bla. Ma ad essere sincera anche qualche scorpacciata di telefilm, che si sa, le puntate durano solo 40 minuti, me la sono fatta. Dunque che sia per svago o con un certo impegno, dovrò darmi degli orari che non mi facciano perdere di vista il vivere all’aperto. Ad esempio sono le 9 di mattina, mi stanno aspettando sulle piste da sci, e io non smetto di scrivere. Ciao, il post uscirà domani. Ora chiudo tutto.

No non è vero, scherzavo… non si può interrompere il flow della scrittura 😀

E febbraio?

No, non farò buoni propositi, non mi darò obiettivi. Sono in una spirale di cose che accadono che vanno oltre la mia possibilità di controllo.
Una cosa certa? l’Australia.
Ho un po’ di magone a dirlo, ma presto ripartirò per l’Australia.
Ho decisamente meno entusiasmo della prima volta, mi sembra di sentirmi un po’ come nei racconti di chi riceveva la cartolina del militare e proprio non voleva andare a farlo.
Mi sento quasi obbligata a partire, e questa poca predisposizione in un modo o nell’altro dovrà proprio andarsene, perché lo farò. Partirò. A Febbraio.

UNA COSA CHE HO IMPARATO

Proprio da poco ho sentito parlare per la prima volta di decluttering scoprendo il blog Green tea for breakfast, e il concetto mi stuzzica molto. Si tratta di dare ordine alla propria vita ripulendo la propria casa da tutto ciò che è stato accumulato negli anni, messo fuori posto, poggiato lì che “poi gli trovo un posto migliore”. Beh l’ho spiegato in un modo un po’ semplicistico ma mi riservo di leggere il libro da cui tutto è nato per capire più a fondo.

 

Beh. Questo post è stato liberatorio. Credo che diventerà una bella abitudine del mio blog.

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