#TravelDreams2017, ovvero i sogni son desideri di felicità

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Se il periodo migliore per un post sulla pianificazione dell’anno di viaggio era a cavallo tra dicembre e gennaio, io ho dovuto aspettare la fine di gennaio per convincermi a scrivere.

Il perché è tutto nella mia testa: questi post nascono come una lista concreta di idee con allegato tutto l’impegno necessario per realizzarle, o sono i classici propositi dell’anno nuovo che a fine gennaio sono già passati di mente?

E quindi io ho aspettato fine gennaio. Per essere sicura che non passassero di mente, perché la mia lista di posti da visitare nella vita è fin troppo lunga, e fare una semplice scrematura a caso non mi bastava.

Partendo dal fatto che a Novembre 2016 mi sono trasferita in Australia, e che non ho intenzione di rimanere qui a vita, direi che sia il momento di iniziare ad esplorare il lato est del mondo, sfruttando la base di partenza.

I prossimi mesi mi vedranno ferma a Melbourne, a fare le scorte per l’inverno, detto in soldoni, a raccogliere i fondi per finanziare qualche mese di viaggio.

– QUEENSLAND –

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Immagine non mia della barriera corallina, come creare aspettative

E poi mi piacerebbe fare un rod trip lungo la costa est dell’Australia. Perché se il piano iniziale prevedeva un girotondo di tutta l’Australia, dopo aver avuto un assaggio di boschi, oceano, ancora boschi e strade infinite immerse in panorami monotoni, ho deciso che sulla lista delle mie priorità c’è altro al momento. Quindi ok alla costa est, ma probabilmente la mia scoperta dell’Australia intera sarà rimandata ad un altro momento.

– SUD EST ASIATICO –

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Foto mainstream della Thailandia, non mia ovviamente

Questo perché tra i miei #TravelDreams di sempre c’è il Sud Est Asiatico. Da brava backpacker-to-be devo fare questa scelta mainstream, perché ci sarà un motivo se il Sud Est Asiatico è da sempre una delle mete preferite dei viaggiatori zaino in spalla, o no?
Sicuramente la sua anima cheep non è di poca rilevanza, ma è la lentezza ciò che mi attrae maggiormente.
“Lentezza de che?” penserà qualche lettore che mi conosce bene.
Lentezza è una parola piuttosto sconosciuta al mio vocabolario. Perché io invece sono frenetica, vulcanica, eclettica, volubile. Anche qui, fatemela dire in soldoni, cambio spesso idea. Non ho capito se cambio idea perché mi annoio facilmente di quella precedente o se perché nel frattempo me ne vengono altre 10 in mente. Ho sempre la tendenza a partire in quarta, e spegnermi in salita. Bisogna essere consapevoli nella vita.

Fatto sta che, il Sud Est Asiatico mi piace perché mi da idea di lentezza. Perché forse è l’unico posto al mondo che mi obbligherà ad andare più lentamente, ad essere meno organizzata, ad accettare gli imprevisti. Perché voglio utilizzare gli autobus per spostarmi, perché voglio dormire scomoda, perché voglio avere le scarpe sporche e lo zaino pesante, ma non troppo. Perché voglio tornare all’essenziale.

Concretizzando il sud est asiatico, la Thailandia sarà un must. Ma mi piacerebbe aggiungere qualcos’altro, sul posto, senza decidere prima. Quindi ora smetto di parlare, perché se inizio a nominare i paesi poi va da sé che inizio a documentarmi, e a comprare le guide, e poi rimango delusissima quando scopro che mi mancano i soldi o il tempo per applicare le giornate di studio alla realtà.

– EUROPA –

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Un’Europa a caso, Madrid

Poi rientrerò a casa, in Europa. Perché l’Europa è casa mia e non ho intenzione di barattarla con nient’altro al mondo. Meglio, l’Italia è casa mia, mentre l’Europa è casa di zia. Quel posto dove ti senti a tuo agio ma non ti butti sul letto come fosse la tua camera.
Dell’Europa mi mancano un sacco di posti, perché dico sempre che per un viaggio in Europa c’è tutta la vita. E siccome la vita è ora, questo sarà l’anno della rivalutazione dell’Europa.
Al rientro dalle peregrinazioni ad est non rimarrà molto del 2017, ma la butto là: Lisbona e Madrid, perché i sogni son desideri, ma anche condividere i sogni di chi ami è felicità.

E per tutti i weekend uggiosi che verranno mi ripropongo di togliere la tuta per casa e andare a scoprire i posti dietro l’angolo, quelli che hai sempre sentito nominare ma non hai nemmeno ben capito da che lato si trovano rispetto a casa tua.

E alla fine, anche se questa sommaria pianificazione avrà dei bruschi cambiamenti, che importa?
C’è talmente tanto di bello al mondo che se il caso ti porta qui o lì poco cambia… Thailandia a parte!
Grazie alle favolose Manuela, Farah e Lucia per la geniale idea del lancio di questo hashtag.

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