Sydney in 3 giorni: il meglio è gratis

IMG_0411.JPG

Aborigeni in Circular Quay, tra didgeridoo e techno

Dopo 6 settimane di prigionia nella modesta e poco rappresentativa capitale australiana, l’arrivo a Sydney lo paragonerei a un bicchiere d’acqua fresca dopo una camminata sotto al sole con le valigie al seguito.

Ho reso l’idea?

Quindi un rewind su tutti i miei giudizi affrettati riguardanti l’Australia, e poi PLAY, sulla splendida Sydney, che forse meritava davvero lo scettro di capitale.

Sydney è una metropoli di quasi 5 milioni di abitanti. Poco meno di un quarto della popolazione totale dell’Australia, un paese con una superficie maggiore di quella di tutti gli stati europei messi insieme.

europe_vs_australia.jpg

Europa e Australia a confronto. Ma forse è ancora poco realistico dato che la Tasmania è 5 volte la Sicilia

Insomma, la gente vive qui. E quando c’è gente c’è movimento, c’è turismo, c’è caos. E poi stai a vedere, c’è anche il mare, il sole, i surfisti, i grattacieli, i parchi, la baia e il bel tempo.

E’ una città nuova in realtà, e la cosa migliore da fare per apprezzarla è non aspettarsi di essere in Europa.
Non c’è arte nei grattacieli a vetri, e nemmeno un locale di cucina tipica. In realtà è pieno di ristoranti di cucina tipica, tipica estera. Asiatica, messicana, italiana, ma non chiedete qualcosa di tipico australiano, perché non esiste. Spacciano per loro il fish&chips, ma anche qui nutro ancora dei dubbi.

IMG_0381.JPG

Smoking Gun bagel per una colazione con i fiocchi

Comunque parlando di Sydney. Io me ne sono innamorata!

Fresca, movimentata, allegra, sportiva, salutare, verde.

La città si espande incredibilmente verso ovest. Il nucleo originale è sul porto, ma negli anni ha dovuto riconsiderare le proprie dimensioni visto l’aumento della popolazione.
Ebbene, esiste anche una zona vecchia di Sydney, e sembra quasi di tornare in Europa. Anzi, mi ha ricordato molto la Corsica quel piccolo quartiere in mattoni, le stradine strette e irregolari, le piazzette che si aprono inaspettatamente tra i bassi edifici.

Sydney è maggiormente modernità, a parte quella piccola chicca di cui parlavo sopra, ma non una modernità fredda e scostante, piuttosto innovativa e a misura d’uomo.

La maggior parte dei backpackers sceglie destinazioni alternative a Sydney per trascorrere qualche mese di lavoro, perché è una città estremamente proibitiva nel costo della vita. Ma lo stesso non vale per il turista che approda qui dopo un lungo volo transoceanico e vuole semplicemente passare tre giorni.

Io, da parsimoniosa backpacker, ho capito che una volta affrontata la spesa dell’alloggio, le cose migliori da fare a Sydney sono gratis!
Quindi eccovi un programma delle migliori attività esplorative della città per i poveri in canna!
Se poi avete gran desiderio di spendere, potete sempre scegliere un buon hotel invece che un ostello, o di mangiare nei ristoranti invece di fare spesa e cucinare a casa, o di prendere la metro invece che girare a piedi, e fidatevi che quest’ultima non sarà spesa da poco!

BONDI – COOGEE COASTAL TRAIL

Il mio tour di Sydney è andato un po’ contromano. Infatti non ho iniziato dall’iconica Circular Quay, con la vista su Harbour Bridge e Sydney Opera House, perché, pensa che sfortuna, l’amica che mi ha ospitato per un paio di giorni vive proprio nel quartiere di Bondi.
Già passeggiando nel quartiere si capisce che qui l’atmosfera non è esattamente “lavorativa”.
Si incontrano maggiormente surfisti e sportivi di ogni genere, particolarmente abbronzati, con un fisico scolpito, capelli lunghi e biondi, maggiormente in costume e scalzi.
Anche il genere di negozi e locali si addicono molto alla clientela media. Frullati bio&vegan ad ogni angolo, ma anche caraffone di birra, negozi per surfisti e di abbigliamento sportivo e costumi.
Insomma, tutti amano Bondi beach perché è un posto da vacanza a 10 minuti di metro dal centro di Sydney.
Dalla famosa Bondi Beach parte un percorso di 6 km fino a Coogee Beach. Al mio solito, ero attrezzata per il cammino di Santiago. In realtà è un percorso estremamente semplice che costeggia il mare ed è fattibile anche in infradito, o in tenuta da corsa.
Cosa mi ha colpito di più? L’agglomerato di basse costruzioni più o meno pretenziose che si affacciano sul mare dall’alto della costa rocciosa, a pochissimi metri dal mare. Immagino solo la vista dalle ampie vetrate di queste case con fortunata posizione!

IMG_0310.jpg

Una di quelle case lì sopra va bene, grazie

CIRCULAR QUAY – SYDNEY OPERA HOUSE & HARBOUR BRIDGE

Questo è il punto di ritrovo turistico. Tutto succede qui intorno. Si tratta del porto centrale di Sydney, quello da cui partono i battelli che solcano ogni angolo della baia, un punto di osservazione privilegiato sulla Sydney Opera House e sull’Harbour Bridge, il classico luogo pieno di artisti di strada più o meno talentuosi e dove spendere tanto e mangiare male.
Lo definirei un punto di passaggio.
BEST TIP: la stazione metro di Circular Quay è all’aperto, e affaccia sull’Harbour Bridge. Assicuratevi di arrivare in centro da questa stazione, magari al tramonto. Vi sentirete catapultati in una cartolina.

img_0332

Il tramonto di cui parlavo nella BEST TIP

IMG_0394.jpg

Dovrebbero rappresentare delle vele, alcuni ci vedono due tartarughe che si scambiano effusioni… fate voi

IMG_0358.jpg

Una nave da crociera che entra a Sydney

BATTELLO PER MANLY

Mi ero riproposta di darvi una lista di cose da fare gratis a Sydney, e qui mi sto tradendo. Ma non potevo non suggerirvi questa “uscita giornaliera”.
Manly è una suburb di Sydney situata all’estremità settentrionale della baia. Si può raggiungere con una mezz’ora di macchina, o molto più romanticamente con 20 minuti in un battello che parte dal molo di Circular Quay.
prima ancora di arrivare a Manly potrete godere di una vista più esclusiva della Sydney Opera House, che da qui sembra quasi galleggiare sull’acqua.
Una volta approdati basterà seguire il gregge di persone per intuire la direzione da prendere per Manly Beach, l’attrattiva maggiore della zona.
In realtà la folla pian piano si diraderà, assorbita dai vari negozini e locali lungo la via.
Molto più della spiaggia, classica distesa infinita di sabbia bianca e onde da surf, mi è piaciuto passeggiare lungo la via principale di Manly.
Si tratta di un viale pedonale costellato di palme e ai cui lati si aprono due file di edifici dalle facciate colorate. Manly è proprio l’estate, la vacanza, la passeggiata senza fretta.

IMG_0429.JPG

Una foto che sa di estate? Il viale di palme di Manly

IMG_0436.jpg

Queste sono le spiagge australiane

IMG_0423.jpg

Dal battello per Manly

THE ROCKS

Proprio al lato ovest della Circular Quay nasce il quartiere più antico di Sydney, The Rocks.
È un’antica colonia penale, un labirinto di strette vie dove vivevano i detenuti esportati dal Vecchio Mondo che popolarono l’Australia. Ha sofferto di un’aura di criminalità fino ai primi decenni del ‘900, che negli anni successivi è stata definitivamente debellata. Oggi è maggiormente un quartiere turistico, dove sentirsi al sicuro come in tutto il resto di Sydney e dell’Australia. Anzi, più che il quartiere turistico, è IL quartiere artistico. Gallerie, musei, pub e alberghi con vista sono quello in cui si è trasformata la zona più malfamata di Sydney.

IMG_0363.jpg

Parte di questo quartiere è stato abbattuto per far spazio all’Harbour Bridge

ROYAL BOTANIC GARDEN E MRS MACQUARIE CHAIR

Forse la Sydney che preferisco è proprio qui. Il magnifico giardino botanico è una distesa di prato verde e soffice punteggiato da fiori profumati. Volete sapere cosa c’è di straordinario? I cartelli che invitano a calpestare l’erba. Non c’è cosa peggiore del vedere qualcosa di soffice e non poterla tastare. E qui l’hanno capito, e ti invitano a camminare, toccare, annusare. Se poi già la natura rigogliosa non è abbastanza, vi faccio notare che anche qui siete a ridosso del mare, e che c’è una delle migliori viste di tutta la città: i grattaceli sembrano proprio sopra la vostra testa, mentre voi comminate scalzi e spensierati in un prato verde, e alla vostra destra l’onnipresente Sydney Opera House e l’Harbour Bridge, in una combo da foto Instagram spaziale.
E la Macquarie Chair? Beh la storia di questa “sedia” è singolare. la Signora Macquarie, moglie del governatore del New South Wales, nel 1810 fece scavare nella roccia questi gradoni in modo da potersi sedere e ammirare il panorama e le navi che salpavano. Romantico no? Rimarrete forse delusi scoprendo che la vista non è quella della Sydney Opera House, ovviamente, ma quella dell’imboccatura della baia.

IMG_0349.jpg

La mia panchina con vista al giardino botanico

IMG_0352.jpg

E questa è la vista

DARLING HARBOUR

è sicuramente una delle zone più commerciali della città, e anche questa si affaccia sulla baia ovviamente, ma vi darà una prospettiva diversa. Sarete infatti abbastanza distanti da tutte le attrattive di cui vi ho parlato sopra, e proprio per questo dovreste arrivare fin qui.
Per vedere Sydney da un’angolazione diversa, altrettanto trafficata, ma meno turistica.
La parte più bella, oltre all’ennesimo magnifico skyline? Togliere le scarpe e immergere i piedi nella fontana insieme ad altre decine di persone affaticate dal caldo.
Beh ragazzi, era estate, era caldo, ed avevo percorso più o meno 20 km su e giù per la città. Concedetemi queste uscite da backpacker!

IMG_0367.jpg

IMG_0368.jpg

In conclusione. Io a Sydney ci sarei rimasta, ma a volte i piani non sono facili da scombinare, e quindi rimarrà semplicemente nel cassetto “bei ricordi” del mio affollato cervello da viaggiatrice.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...