I comandamenti per sopravvivere ad un volo lunghissimo

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Mete lontane e sognate vogliono dire necessariamente voli oltreocenano infiniti. Se uniamo la scomodità dello stare richiusi in una fusoliera di metallo per ore ed ore a contatto con ogni genere di fauna umana all’aeconomy class, otteniamo un vero inferno. Ne so qualcosa dopo una serie di voli che mi hanno portato alla vera altra parte del mondo, l’Australia, costa orientale.
Inoltre, essendo una sfortunata abitué dell’ultimo posto in fondo centrale e vicino al bagno ho escogitato qualche trucco per uscire indenne da tale supplizio.

*** AVERE UNA FELPA ***

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Non conta che abbiate appena lasciato 40 gradi a Roma, o vi dirigiate in un posto ancora più caldo. In aereo è freddo. Rimpiangerete quella felpina che avete deciso di non portare all’ultimo perché “tanto non servirà”.

*** CALZETTONI ***

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L’effetto esplosione degli arti è assicurato dopo 10+ ore a 36mila miglia da terra, non vorrete di certo passarle tutte con i piedi costretti dentro le scarpe, ma nemmeno scalzi, sull’igienica moquette dei corridoi dell’aereo. Portate dei calzettoni antiscivolo o abbastanza spessi da isolarvi da terra e lasciarvi gonfiare in santa pace.

*** NECESSAIRE VISO ***

Qui mi rivolgo maggiormente alle donne. Portate delle salviette struccanti e una crema idratante. Non solo potrete evitare l’effetto panda, ma sentirete un bisogno impellente di cospargervi di crema. Non so bene quale sia il fenomeno scientifico in atto, ma la pelle si secca tantissimo in volo. Ah, e uno spazzolino con dentifricio da viaggio. Quando arriverete all’ultimo punto della lista ne capirete l’indispensabilità.

*** BAGAGLIO A MANO LEGGERO ***

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Io amo viaggiare con il solo bagaglio da stiva. Lo molli al check-in, e se tutto fila liscio lo riprendi solo una volta a destinazione. Certo che ci sono volte in cui non si può proprio fare a meno del bagaglio a mano, e in quel caso, per la vostra salute, non lo sovraccaricate. Sempre memore dell’esperienza australiana faccio il mea culpa. Forse avrei potuto evitare di portare un paio di cose. E invece ho deciso di trascinarmi, oltre al bagaglio imbarcato, circa 20 kg mal distribuiti in uno zaino sulle spalle e uno portato davanti. Più saggiamente, lasciate per il bagaglio a mano oggetti di valore, come computer, macchine fotografiche, gioielli, e un cambio completo di sicurezza, quello che vi salverà la vita nel caso il vostro bagaglio imbarcato rimanga nei meandri di qualche aeroporto più a lungo di quanto avevate sperato.

*** INTRATTENIMENTO ***

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Le ore di volo non finiscono mai. Che siano di notte o di giorno riuscirete a perdere il senso del tempo e dello spazio. Un pisolino qui, un bambino che urla lì, un altro pisolino, il carrello dell’assistente di volo che inciampa sulla vostra gamba sfacciatamente distesa in mezzo al corridoio, o il vicino di posto che vuole alzarsi e decide di farlo proprio quando avevate appena chiuso gli occhi. Insomma. Munitevi di qualcosa da fare. Negli aerei di lungo raggio ogni posto è fornito di un monitor da cui potrete scegliere di vedere film, ascoltare musica o giocare, ma ad un certo punto gli occhi inizieranno a lacrimare. La mia svolta è stata il Kindle, una vera manna per i lettori-viaggiatori. E per chi non riesce proprio a farne a meno, Ethiad dà la possibilità di avere un collegamento internet anche in volo, ma non so alla modica cifra di quanti reni.

*** CIBO ***

A meno che non siate particolarmente schizzinosi in tema di cibo, vi raccomanderei di non caricarvi di scorte per l’inverno. Certo, i pasti che vi daranno in volo potrebbero essere di opinabile gusto e qualità, ma potete resistere per un giorno! Nel volo verso l’Australia, quando verso le 9 di mattina ero pronta ad una bella colazione, mi è stato servito il pranzo, con tanto di insalata di ceci con cipolle crude. Voglio dire, a quale malsana mente verrebbe l’idea di servire ad inizio volo un pasto contenente ceci e cipolle crude???

*** POSTO CORRIDOIO ***

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Ho maledetto per 13 ore il mio desiderio di vedere il panorama. Quale panorama, che esclusi decollo e atterraggio, passi tutto il tempo sopra le nuvole??? Il prezzo per questa mia fantasia romantica è stato quello di rimanere bloccata al posto finestrino anche quando le gambe iniziavano a formicolare, il fondoschiena era diventato ormai tutt’uno con la poltrona, e la vescica stava per esplodere. Vorrei vedere chi riesce a svegliare 2 vicini di posto, non uno, ma ben 2, mentre stanno dormendo o sembrano così presi dal film che stanno guardando. Se potete, scegliete il posto corridoio!

Questi sono i miei comandamenti per i voli di lungo raggio, ma c’è un ultimo ingrediente fondamentale. La PAZIENZA. Dopo tante ore in volo, con il vicino che russa, o la famigliola con neonato urlante due file davanti a te, puoi solo avere pazienza. E pensare che la scoperta di un altro pezzo di mondo deve valere tanta sofferenza.

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3 pensieri su “I comandamenti per sopravvivere ad un volo lunghissimo

  1. Alla fine di un viaggio ha detto:

    Per me la cosa tragica è che in aereo non riesco tanto a dormire… Mi sono fatta 13 ore di volo da Maputo a Lisbona DI NOTTE senza chiudere occhio!!!! E i pochi passeggeri intorno a me erano tutti silenziosissimi e la cabina era al buio… ma si può???? 😀

    Mi piace

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