Scoprire il mondo Au pair

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Questo articolo è quasi uno spoiler della notizia che tengo in caldo da qualche tempo, in attesa di ufficialità.

Voglio parlarvi di un modo giovane di viaggiare: gratis, anzi venendo pagati!

— AU PAIR —

Un Au pair è un ragazzo, o più facilmente una ragazza, tra i 18 e 30 anni, che decide di passare qualche mese, da 3 a 24, in un paese straniero, diventando parte della famiglia ospitante.

I compiti richiesti sono generalmente quelli di babysitting, e qualche lavoretto di casa, per un massimo di 20-40 ore settimanali, a seconda del paese scelto.

C’è il lato umano: si diventa parte integrante di una famiglia, si può partecipare alle attività del weekend, forse anche fare le vacanze insieme. Si conosce una nuova cultura, si imparano nuove abitudini, e certamente si vive un’atmosfera diversa da “casa propria”. Sicuramente serve un buono spirito di adattamento, ma so per certo che chiunque abbia fatto questa esperienza rimarrà legato alla famiglia a vita!

C’è il lato economico: fare l’au pair permette di vivere a casa della famiglia ospitante, che offre una stanza privata e tutti i pasti. Poi ci sono famiglie generose che offrono pass dei mezzi pubblici, abbonamenti in palestra, macchina ad uso personale, e chissà quante altre cose. Si riceve una paghetta settimanale, che cambia in base al paese scelto. Direi che è un guadagno poco più che simbolico, ma se si pensa che con un po’ di accortezza le spese potrebbero essere ridotte al minimo, ecco che tutto andrebbe nel porcello salvadanaio. Senza contare che spesso le ore settimanali richieste sono poche, e sarebbe possibile unire anche un altro lavoro.

C’è il lato viaggio: già l’esperienza au pair è di per sé un viaggio. Queste famiglie di solito sono molto aperte, attive ed introdotte nella social life della zona. Generalmente sono le famiglie stesse a proporre agli au pair di viaggiare nel tempo libero, o di unirsi a loro nei viaggi domenicali nei dintorni. Ci si può accordare in anticipo, anzi consiglierei proprio di farlo, su quanti giorni liberi consecutivi si possono avere, in modo da poter organizzare visite un po’ fuori mano per cui serve più tempo a disposizione.

Poi c’è un mio consiglio: come capita per ogni altra candidatura, le presentazioni fatte in serie non vanno mai bene! Scrivete un bel profilo, ricco, onesto, vivace. E nel contattare le famiglie, personalizzate la lettera in base a quello che hanno scritto nel loro profilo, mostrando interesse ed un’attenzione ai bambini!

Se siete amanti dei bambini, desiderate conoscere una parte di mondo ma non sapete come mantenervi nel frattempo, siete persone attive e curiose, questa è l’esperienza giusta!

Spero di potervi dare presto altri dettagli!!!

 

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