Scoprire la Corsica: itinerario di viaggio

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Il viaggio in Corsica è uno di quei viaggi che ogni tanto mi tornano alla mente con un po’ di buona nostalgia, un viaggio di “prime volte”, di disagi e arrangiamenti, di panorami mozzafiato e strade che farebbero venire mal di macchina anche al più esperto viaggiatore automobilista.

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Erano le prime due settimane di Settembre, una mini cabrio piena all’inverosimile, una tenda 2 seconds della Decathlon e veramente pochissima organizzazione da campeggiatori.

Partiamo con un traghetto da Livorno alle prime luci dell’alba, passaggio ponte, panini nello zaino che potevano sfamare tutto il primo piano, capelli al vento, salsedine sulla pelle e sorriso 32 denti.

La realtà è che dopo 4 ore di navigazione con vento in faccia, salsedine, che passato l’entusiasmo della prima mezz’ora diventa estremamente appiccicosa, e panorama blu, sempre blu, solo blu, mare blu, cielo blu, vogliamo solamente scendere, subito, ora, adesso, mi sto tuffando!!!

Inizia qui un viaggio on the road di 15 giorni in lungo e in largo sul territorio corso, attraverso scenari lunari, spiagge deserte, scogliere a picco sul mare, porticcioli al tramonto e natura selvaggia.

*Se cercate una vacanza di vida loca e feste sulla spiaggia cambiate meta*

Eravamo in due, con pochi soldi e una piccola macchina. Volevamo il mare, la natura, l’avventura. La Corsica non ha certamente disatteso le aspettative.

Vi propongo un itinerario dettagliato che vi permetterà di scoprire in 15 giorni, senza troppo relax, tutti i punti forti di quest’isola selvaggia ed ospitale.

Vi parlerò un’altra volta delle cose da sapere prima di partire per un viaggio in Corsica, dei costi, delle info pratiche e dei consigli per dormire!

BASTIA

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Città di mare, città portuale, città di viavai, di passaggio ma non di sosta. Navi merci e traghetti attraccano incessantemente increspando il mare e tracciando scie che si perdono all’orizzonte. Ci addentriamo subito nelle stradine del Vieux Port, dove ormeggiano piccoli pescherecci dalle tinte consumate dal sole. Le palazzine che si affacciano sul porticciolo cadono a pezzi, sembrerebbero abbandonate se non fosse per i panni stesi al sole. Il caldo è soffocante, ma salendo verso la cittadella troviamo finalmente una piazzetta ombreggiata con un belvedere sul mare che ci fa godere un arrangiatissimo pranzo. La prima impressione è quella di una città stanca, ma forse siamo solo noi ad esserlo.

 

CAP CORSE

La mattina successiva la voglia di partire alla buon’ora viene frenata da un danno provocato dalla sottoscritta, che ci fa perdere almeno 2 ore. Finalmente in macchina attraversiamo il “dito”, la punta più a nord della Corsica.

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Ci affacciamo dal promontorio di Erbalunga, pranziamo su un tavolinetto fornito dall’unica bottega della deserta Botticella, ci addentriamo in una strada a dir poco tortuosa fino a Barcaggio, il punto più a nord della Corsica, percorriamo a piedi il Sentier des Douaniers fianco a fianco con le mucche alla scoperta di una delle tante torri genovesi, ceniamo sul pittoresco porticciolo di Centuri alla rossa luce del tramonto, percorriamo le coste di Cap Corse fino a Nonza, piccolo borgo che sovrasta da 150 metri un’ampia e suggestiva spiaggia di ciottoli neri illuminata dal sole, terminiamo la prima parte del viaggio a Saint Florent, che in realtà tagliando per l’entroteterra dista solamente 23 km da Bastia, qui prendiamo un battello che ci porta alla caraibica e assolutamente imperdibile spiaggia du Lodu.

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ÎLE ROUSSE

Siamo arrivati in questa cittadina il giorno del mercato. Gli odori di spezie, formaggio di capra e salumi si univano nell’aria creando quell’aroma di Corsica che ho ancora nel naso. Piacevole passeggiare nelle vie lastricate del centro, sul lungomare pedonale, o sul sentiero per raggiungere il faro incastonato nella roccia rossa dalla quale la città prende il nome.

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*momento curiosità* al terzo giorno ci rendiamo conto che ci sarebbe costato di più dissetarci ad acqua che a vino. Mai visti dei prezzi così alti per l’acqua minerale in bottiglia!

PIGNA

Primo paese dell’entroterra lungo il nostro itinerario. Potrei descrivere Pigna solamente come un gioiello prezioso. Artisti ed artigiani dagli anni ’70 si sono attivati per ridar vita a questo borgo. Vie dai colori tenui, fiori ad ogni angolo, insegne in legno scritte a mano. Tutto di questa cittadina farebbe pensare ad un museo ad uso e consumo dei turisti, e invece qui sono gli stessi abitanti a curarla maniacalmente.

Non si può accedere con la macchina, infatti Pigna è un borgo senza CO2.

CALVÌ

Animata località di villeggiatura, offre tutti i servizi a discapito di un po’ di naturalezza. L’antica cittadella genovese, costruita su un promontorio roccioso, si affaccia sul moderno centro di Calvì.

FIUME FANGO

Ottima scelta quella di prendere questo percorso poco battuto verso il fiume Fango. Lasciando la macchina lungo la strada si può attraversare un ponticello e proseguire su uno stretto sentiero lungo il letto del fiume. Abbiamo individuato un punto in cui le rocce diventavano grandi e levigate, abbiamo steso i teli e abbiamo fatto il bagno nell’acqua gelata.

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CALANQUES DI PIANA

Procedendo sulla strada verso Porto si passa per la località Piana, famosa per le sue Calanques. Si tratta di rocce di granito rosso a picco sul mare, che grazie all’erosione del vento e dell’acqua hanno assunto forme frastagliate e spettacolari. Attraverso sentieri nel bosco di diversa difficoltà si possono raggiungere alcuni punti panoramici. È una delle attrazioni più entusiasmanti dell’intero giro della Corsica a mio avviso. Sedersi su una roccia, a 400 metri sul mare, con i piedi nel vuoto, è un’esperienza adrenalinica.

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Bellissima anche l’esperienza di guida. Ricordo un tramonto rosso, andatura a passo d’uomo per le curve e la larghezza minima della strada, motociclisti accostati sul ciglio della strada a godere il momento, questa canzone e il vento tra i capelli.

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AJACCIO

Le grandi aspettative per la città natale di Napoleone Bonaparte vengono completamente deluse già all’arrivo. La città può essere considerata la capitale della Corsica, e come ogni capitale è sovraffollata. Le macchine possono transitare praticamente ovunque, e i maestosi palazzi non riescono a colmare il disappunto lasciato dall’aspetto frenetico e superficiale della città.

SARTÈNE

Dopo aver anticipato la partenza da Ajaccio, aver sbagliato strada, aver quindi percorso infiniti km in più in un paesaggio interno di tornanti e zone completamente desolate, giungiamo finalmente a Sartène. Piccolissimo e grazioso borgo dell’entroterra che ricorda un po’ le cittadelle medievali umbre e toscane.

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Il giorno seguente, sempre facendo base a Sartène, affrontiamo una giornata di mare. Direzione Tizzano, spiaggia Tre Licettu. Ho usato il verbo “affrontare” non casualmente. La strada che conduce a questa bellissima spiaggia di sabbia fine con mare cristallino e un bagnante ogni 500 metri è decisamente DIFFICILE. Ci siamo avventurati con una mini, e nonostante io guidi senza problemi ovunque ho avuto veramente paura di rimanere a piedi a metà percorso. Almeno mezz’ora di strada sterrata senza incontrare anima viva o cartelli con indicazioni del tipo “resistete ancora 5 km”, buche di mezzo metro e pietre spigolose “aiuto ora spacco una gomma”. Sinceramente, con una macchina del genere, non ci tornerei!

BONIFACIO

Poeticamente arroccata su delle falesie bianche di calcare che svettano per 70 metri sul mare, Bonifacio ha un posto d’onore tra le località corse. Costruita su un pittoresco fiordo che di notte risplende delle luci della città che giocano a riflettersi nell’acqua, Bonifacio ha anche un altro lato da mostrare, quello dell’alta cittadella medievale, fatta di stradine in salita e piccoli negozi di souvenir. Oltre ad affacciarsi dalla falesia per ammirare il mare infrangersi sugli scogli bianchi, è possibile scendere fin quasi al livello del mare attraverso l’Escalier du Roi d’Aragon, fenditura nella roccia attraverso la quale, secondo leggenda, le truppe del re assediarono la città nel 1420.

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Da Bonifacio partono durante tutto il giorno piccole barche per la riserva naturale dell’Île Lavezzi. Una volta sbarcati si deve solo trovare il giusto angolo di paradiso, possibilmente non alla prima spiaggia disponibile dove si fermano i turisti meno curiosi. La natura la fa da padrona, infatti non troverete altro che macchia mediterranea e piccole insenature selvagge e senza alcun tipo di servizio. Consiglio questa gita in giornata anche solo per la vista da cui si viene deliziati lungo il tragitto. Via mare ovviamente è il modo migliore per apprezzare l’arroccata Bonifacio e la sua falesia bianca.

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PORTO VECCHIO

Porto Vecchio è una città di nuova crescita turistica, con una cittadella dall’allegra vita notturna, ma che passa in sordina rispetto alle frequentatissime spiagge, mete d’eccellenza di celebrità francesi e internazionali. Userò Porto Vecchio come punto di riferimento per indirizzarvi verso una di quelle cose più naturali e meno affollate che piacciono a me, la Vallée du Cavu. Partendo da Porto Vecchio, in direzione Taglio Rosso, vi troverete a risalire il percorso del fiume, costeggiato da una fitta vegetazione e arricchito da bellissime piscine naturali dove rinfrescarsi, in un ambiente lontano dalla movida della costa.

CORTE

Corte è un diamante grezzo. Una piccola gioia tra le aspre montagne del centro della Corsica, sorge in una posizione tanto scomoda quanto incredibile. La città vecchia, arroccata sul promontorio roccioso, vive con la lentezza che si addice ad un posto tanto bello e tanto riflessivo. Al contrario, la città bassa, unica sede universitaria dell’isola, è piuttosto vivace e animata.

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Prima di fare rientro a Bastia allungate il percorso nel panorama boschivo fino alla Cascade de l’Ucelluline, un modesto rivolo d’acqua che scroscia al lato di una stretta strada di montagna creando delle vasche naturali accessibili per un bagno. In realtà il percorso è piuttosto scivoloso, tralascerei il bagno per godermi solamente il rumore e la vista della cascata.

Edit di fine post: scrivere questo post è stato molto faticoso, essendo passati ormai due anni dal viaggio. Ma ecco il bello del blog. Ho rivissuto momenti che erano andati persi, ho ripercorso le strade che mi avevano fatto venire i brividi e ho sentito di nuovo quell’odore di Corsica, di mare e montagna, di selvaggio e di un po’ snob. Questo è proprio un viaggio del cuore.

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2 pensieri su “Scoprire la Corsica: itinerario di viaggio

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