Siviglia in 3 giorni: 10 cose da non perdere

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Se avete pochi giorni per visitare l’Andalusia, Siviglia è sicuramente una tappa imperdibile.

Di tutte le città che ho visto in questa regione è probabilmente una di quelle che ho amato di più. In effetti mi succede sempre di rimanere incantata dal primo posto che visito in un lungo tour, sarà per il cambio d’aria repentino o per l’emozione di iniziare un viaggio tanto atteso.

Siviglia è una città che può essere visitata interamente a piedi senza troppa fatica, caldo permettendo, che quando ci sono stata io è stato piuttosto invadente.

Oltre a passeggiare senza meta per apprezzare lo stile di vita dei sevillanos vi lascio una lista delle cose che in tre giorni non potete proprio perdere, i must per poter lasciare la città senza il rimpianto di aver dimenticato qualcosa.

CATTEDRALE E GIRALDA

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Stiamo parlando della Cattedrale più grande del mondo, e sorge proprio sopra quella che era una grande moschea fino alla caduta di Siviglia nelle mani dei cristiani. I cristiani hanno stravolto un po’ tutta l’Andalusia, pur mantenendo parte delle bellezze arabe preesistenti. All’interno della maestosa ed enorme Cattedrale vi è uno spazio dedicato alla tomba di Cristoforo Colombo, ma l’effettiva presenza delle spoglie dell’esploratore è dubbia.

Dall’interno della Cattedrale è possibile accedere alla Giralda, l’antico minareto, attraverso un’infinita rampa di scale larghe e poco ripide, costruite appositamente per far salire agilmente i cavalli.

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Una volta sulla cima avrete una vista magnifica sui vicoli di tutta Siviglia, e proprio ai vostri piedi potrete ammirare il curato cortile che ospita in file ordinate 66 alberi di arancio, una fontana, e la copia a grandezza naturale di un coccodrillo imbalsamato!

BARRIO DE SANTA CRUZ

Questo quartiere fatto di strette vie silenziose è l’antica judería, il ghetto ebraico. Perdetevi pure senza paura, ci sarà sempre una piazza ombreggiata da alberi di arancio ad accogliervi per qualche minuto di riposo.

METROPOL PARASOL

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Un’opera moderna e decisamente audace, molto criticata dagli abitanti, ma anche degna meta di sguardi curiosi. Si tratta di un’enorme costruzione in legno formata da pannelli distribuiti a nido d’ape e sorretta da alte colonne. È possibile passeggiare sulla cima lungo una passerella che apre la vista al panorama sulla città.

PARQUE DE MARÍA LUISA

Decisamente il polmone verde di Siviglia, questo parco sembra un’oasi verde all’interno della città. Incredibilmente rigoglioso e silenzioso, è stato un accogliente riparo dal sole e dal caldo per il necessario pisolino delle 14.

PLAZA DE ESPAÑA

Siviglia

Non dovete nemmeno uscire dal parco per ritrovarvi in questa piazza semicircolare super colorata. Il significato della sua particolare forma è piuttosto romantico, rappresenta infatti l’abbraccio della Spagna e delle sue colonie. La piazza è circondata da un canale e per gran parte è arricchita da una fila di panche rivestite da bellissime piastrelle di ceramica, i famosi azulejos di produzione locale, che raffigurano mappe, eventi storici e stemmi delle 48 province spagnole. Al centro della piazza una fontana non troppo a tema, anche se non vi dico quanto ho apprezzato il refrigerio dell’acqua che il vento mi spruzzava addosso vaporizzata. No ok, in realtà ci sono proprio entrata dentro.

SPETTACOLO DI FLAMENCO

Sono finita per caso davanti all’ingresso di un palazzo, tra le minuscole vie del Barrio de Santa Cruz, che esponeva una locandina sobria e poco acchiappa-turisti di uno spettacolo di flamenco per la sera stessa. La Casa del Flamenco. Ho prenotato, allettata anche dal fatto che, contrariamente ad altre locande, non si era obbligati all’acquisto di vantaggiosissimi pacchetti con cena inclusa che richiedevano in garanzia un rene.

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Una delle esperienze più elettrizzanti da fare a Siviglia. Non potete assolutamente perdere uno spettacolo di Flamenco proprio lì, nella sua patria. È una di quelle cose che “ora o mai più”. La passione, la complicità, il ritmo dei ballerini e dei musicisti mi hanno tenuta con lo sguardo fisso sul palco per 1 ora e mezza.

BARRIO DE TRIANA

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Al di là della sponda del fiume Guadalquivir nasce l’antico quartiere dei gitanos, che ha dato i natali a famosi toreri e ballerini di flamenco. Questa zona ha poco di turistico, un bene penserete, ma a dire il vero l’ho trovata anche un po’ decadente. Sicuramente da vivere maggiormente la notte, quando i locali si riempiono e danno vita ad un quartiere altrimenti piuttosto schivo.

ALCÁZAR

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Il palazzo reale di Siviglia è un magnifico esempio dell’architettura mudejar, mescolanza di stile islamico e cristiano. Da visitare, ma non d’obbligo se il vostro tour include anche Granada. In tal caso riverserei tempo e finanze nell’Alhambra, sicuramente più maestosa.

PLAZAS DE TOROS DE LA REAL MAESTRANZA

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La Spagna è piena di arene, ma quella di Siviglia merita una visita solamente per essere non solo la più antica, ma anche il sipario più prestigioso a cui ogni torero potrebbe ambire.

Seduta su quelle gradinate bianche, davanti a quel cerchio di sabbia così gialla, immaginando la folla in attesa di quel cruento spettacolo che è la corrida, mi sono sentita lievemente angosciata al pensiero della violenza di questa tradizione, ma come ogni tradizione bisogna anche saperla rispettare, per l’alone folkloristico e storico che emana. Non nego però che il momento più bello della visita è stato quando la guida ci ha raccontato dei rari casi in cui il toro viene graziato “per merito”.

IL SALMOREJO

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Finalmente parliamo di cibo. Si sa che nessun viaggio può dirsi completo senza aver assaggiato i sapori che caratterizzano un certo luogo. Sicuramente il salmorejo è una delle ricette più tipiche dell’Andalusia. È una zuppa fredda e vellutata a base di pomodoro che viene servita come tapa, accompagnata da uovo sodo e l’altrettanto tipico jamon serrano. Ogni cuoca vanta la propria versione personale, ma dopo averla mangiata almeno in un pasto su due posso dire con certezza che è diventato IL mio piatto andaluso per eccellenza.

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