Un elogio ai volontari.

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Stanotte sono stata svegliata alle 4 da una chiamata di mio padre. Ho pensato al peggio, in una frazione di secondo ero sveglia e pronta ad ogni notizia.

“Ludo stai bene? C’è stato un terremoto forte, qui stiamo bene, abbiamo già chiamato i nonni, anche loro stanno bene”

Non era ciò che mi aspettavo, qui dove vivo io non si è sentito nulla. Un attimo per fare mente locale, Rainews24, qualche messaggio ad amici e parenti.

Sono stata incollata per più di un’ora alla TV in attesa di notizie, ma sembravano non arrivare. Ci si aspettavano danni, la magnitudo era alta. Ma nulla è stato chiaro fino a stamattina.

Oggi è stato un crescendo di terrore, di macerie, di vittime.

Continuiamo a sentire di quanto fosse sismica la zona colpita, di quanto fosse prevedibile una catastrofe in caso di terremoto. Nessuna motivazione potrà alleviare il senso di smarrimento che provo in questo momento.

Non voglio scrivere romanzi su cosa staranno provando i cittadini di quelle città distrutte, eviterei la speculazione a cui stanno già pensando ampiamente i giornalisti andando ad intervistare la gente disperata o facendo inquadrature strette sui corpi estratti dalle macerie.

La storia del mondo insegna che la natura è più forte, che non si possono arginare certi eventi. Ma qualcuno ha imparato ad affrontarli.

Questo è un elogio ai volontari.

Alla Croce Rossa, alla Protezione Civile, a chi raccoglie viveri, a chi dona il sangue, a chi offre un alloggio agli sfollati, a chi rischia la vita per salvarne altre, a chi si spacca le mani per scavare tra i detriti.

In Croce Rossa insegnano che il momento della catastrofe va affrontato senza improvvisare.

Se l’evento di stanotte vi ha scosso, se avete sentito il desiderio di aiutare ma siete rimasti inermi, se vi hanno detto che ogni intervento individuale avrebbe creato solo disagio…

Ricordatevi di tutto questo quando il clamore sarà passato.

Unitevi alle organizzazioni di volontariato, imparate ad essere utili, durante le situazioni di emergenza ma soprattutto nelle emergenze di ogni giorno che nessuno vede.

È un mondo bello di umanità e solidarietà.

 

Un pensiero profondo va a tutti quelli che all’improvviso si sono trovati senza una casa, senza un familiare, senza la vita di tutti i giorni.

 

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