Siena con gli occhi di una studentessa

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Trovo molto difficile parlare in chiave turistica di una città in cui ho vissuto per 3 anni.

Questo gioiello del centro Italia infatti è stato amore ed odio per me, e forse non sono la più adatta a farvi scoprire tutte le sue bellezze. Ma io l’ho vista da dentro, con tutti i suoi pregi e difetti, e se per tre anni mi sono sentita sempre un’estranea a casa dei senesi, ora che mi capita di fare da Cicerone ad amici che mettono piede qui per la prima volta la racconto come se fosse anche un po’ mia.

Questa Siena fatta di salite e discese, di strade strette e un po’ cupe, di case vecchie e fatiscenti, ha anche tanto da offrire, soprattutto se si limita la permanenza ad un paio di giorni.

I vicoli stretti nascondono spesso degli scorci mozzafiato, gli spazi verdi, che qui chiamano Orti, sono delle oasi tranquille dove sdraiarsi in un giorno di primavera, la Piazza del Campo è una conchiglia da cui osservare lo svolgersi della pacata vita cittadina.

Siena è una città turistica, una città universitaria, ma soprattutto è una città gelosa delle proprie tradizioni. I senesi la sentono davvero nel cuore, la difendono dal dentro della Contrada, la amano profondamente.

Ad essere sincera non mi sento a mio agio a parlare di Contrade e di Palio. Sotto questo aspetto la città non ti farà mai sentire parte del gioco, semplicemente perché per loro questo non è un gioco.

La vita di ogni senese è scandita da gioie e dolori della Contrada, dalla preparazione degli sbandieratori e dei tamburini, dalla vittoria o dalla sconfitta al Palio.

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Il Palio è il momento clou dell’anno del senese. Ed è anche un momento in cui la tensione sale alle stelle, e l’invadenza degli estranei non è ben accetta.

Eppure è proprio questo il periodo migliore per visitare Siena. Si popola infatti di un clima di festa dove i canti appassionati dei contradaioli, le vie che si riempiono di gente e il tufo steso sull’anello della Piazza donano alla città un atmosfera di trepidante attesa.

Approfittate della vivacità di Siena nei giorni del Palio, sia quello del 2 Luglio sia quello del 16 Agosto, ma siate rispettosi degli spazi, perché questo è il momento in cui la città non ha occhi che per sé stessa!

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5 pensieri su “Siena con gli occhi di una studentessa

  1. Paolo Cappelli ha detto:

    Bell’articolo, bella la città anche vista da “poco” fuori. Si resta estranei anche vivendo a pochi km da Siena, conoscendone gli abitanti, trascorrendovi parte della propria vita, e sapendo -quasi- tutto di Palio, meno che il Palio stesso: il coinvolgimento autentico di cui sono ammaliati i senesi.

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